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	<title>teresa@brainpull.com, Autore presso Altograno</title>
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		<title>Farina: cos’è e come si ottiene?</title>
		<link>https://www.altograno.co/farina-come-si-ottiene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teresa@brainpull.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 15:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo la definizione ufficiale della Treccani, la farina è il prodotto della macinazione di frutti di cereali come frumento, segale, orzo e mais, ma anche di castagne, grano saraceno o semi secchi come legumi e soia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.altograno.co/farina-come-si-ottiene/">Farina: cos’è e come si ottiene?</a> proviene da <a href="https://www.altograno.co">Altograno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: 400;">Cos’è la farina? </span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo la definizione ufficiale della Treccani, </span><b>la farina è il prodotto della macinazione di frutti di cereali come frumento, segale, orzo e mais, ma anche di castagne, grano saraceno o semi secchi come legumi e soia</b><span style="font-weight: 400;">. Nel contesto normativo italiano, il </span><a href="https://www.edizionieuropee.it/law/html/24/zn4_03_057.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">decreto del Presidente della Repubblica 9 febbraio 2001, n. 187</span></a><span style="font-weight: 400;">, stabilisce distinzioni rigorose con l&#8217;obiettivo fondamentale di tutelare la qualità dei prodotti e la trasparenza verso il consumatore: il</span><b> termine &#8220;farina di grano tenero&#8221; </b><span style="font-weight: 400;">per legge è utilizzabile esclusivamente in caso di prodotto ottenuto dalla lavorazione del </span><i><span style="font-weight: 400;">Triticum aestivum </span></i><span style="font-weight: 400;">(grano tenero), mentre i prodotti derivanti dal </span><i><span style="font-weight: 400;">Triticum durum</span></i><span style="font-weight: 400;"> (grano duro) devono essere denominati semola, semolato, semola integrale o farina di grano duro.   </span></p>
<blockquote>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Nell&#8217;uso comune il termine farina indica quella di grano, mentre per le altre origini si specifica la fonte (come farina di castagne o di patate). </span></i></p>
</blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel linguaggio comune siamo infatti abituati a </span><b>usare il termine &#8220;farina&#8221; </b><span style="font-weight: 400;">per riferirci a </span><b>tutti i tipi di farina</b><span style="font-weight: 400;">, ma la </span><b>cultura molitoria italiana</b><span style="font-weight: 400;"> custodisce una </span><b>distinzione tecnica e legale molto più profonda tra tipi di farine</b><span style="font-weight: 400;">, che separa nettamente la materia prima in base alla sua origine e consistenza. Si deve dunque necessariamente fare una </span><b>distinzione tra le macrocategorie di farina, semola e sfarinati</b><span style="font-weight: 400;">. Nello specifico, le </span><b>differenze tra farina, semola e sfarinati </b><span style="font-weight: 400;">sono le seguenti:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>farina</b><span style="font-weight: 400;">: </span><b>prodotto derivante dalla macinazione del grano tenero</b><span style="font-weight: 400;">. È una polvere impalpabile, di colore bianco o avorio, che per sua natura si presta alla creazione di strutture soffici ed elastiche. Sotto il profilo biochimico, la farina è un sistema complesso di macromolecole dove l&#8217;amido e le proteine svolgono ruoli complementari. L&#8217;amido, che rappresenta circa il 70-75% della composizione, funge da riserva energetica e da substrato per la fermentazione dei lieviti, mentre le proteine (gliadine e glutenine) sono le responsabili della formazione della maglia glutinica quando poste a contatto con l&#8217;acqua e sottoposte a energia meccanica. La qualità della farina non è dunque definibile univocamente, ma è strettamente correlata alla sua destinazione d&#8217;uso, che può variare dalla panificazione industriale alla pasticceria d&#8217;élite, fino alla produzione di </span><span style="font-weight: 400;">pasta</span><span style="font-weight: 400;">;   </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>semola</b><span style="font-weight: 400;">, derivata dal grano duro, si distingue per la sua struttura granulare e il caratteristico colore giallo ambrato. La </span><b>differenza tra farina e semola</b><span style="font-weight: 400;"> non è solo cromatica, ma strutturale: la tenacia del </span><b>glutine del grano duro </b><span style="font-weight: 400;">è ciò che permette alla pasta secca di mantenere la forma e la consistenza &#8220;al dente&#8221; durante la cottura, un risultato che la </span><b>farina di grano tenero</b><span style="font-weight: 400;">, più friabile, non potrebbe garantire con la stessa forza;</span><span style="font-weight: 400;">
<p></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>sfarinati</b><span style="font-weight: 400;">: questo termine rappresenta la </span><b>categoria onnicomprensiva che accoglie tutto ciò che nasce dalla macinazione di frutti o semi diversi dal grano</b><span style="font-weight: 400;">, come i </span><b>legumi</b><span style="font-weight: 400;">, il </span><b>mais</b><span style="font-weight: 400;"> o il </span><b>riso</b><span style="font-weight: 400;">. È una distinzione necessaria perché ogni </span><b>sfarinato</b><span style="font-weight: 400;"> possiede un&#8217;identità chimica propria: se dal punto di vista scientifico una farina di qualità è un ecosistema complesso dominato dall&#8217;amido e dalle proteine, negli </span><b>sfarinati alternativi </b><span style="font-weight: 400;">queste proporzioni cambiano radicalmente, influenzando non solo il valore nutrizionale ma anche il comportamento tecnico in cucina.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Capire queste </span><b>differenze tra farine</b><span style="font-weight: 400;"> significa riconoscere che non esiste una farina universale, ma una specifica per ogni preparazione. Mentre la </span><b>farina</b><span style="font-weight: 400;"> cerca l&#8217;estensibilità per un grande lievitato, la </span><b>semola</b><span style="font-weight: 400;"> cerca la resistenza per una pasta d&#8217;eccellenza, e gli </span><b>sfarinati</b><span style="font-weight: 400;"> evoluti lavorano per integrare i </span><b>benefici</b><span style="font-weight: 400;"> di entrambi i mondi, arricchendo l&#8217;impasto con componenti nobili come </span><b>fibre</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>sali minerali</b><span style="font-weight: 400;"> che altrimenti andrebbero perduti. Altograno® rappresenta una nuova tipologia di </span><b>sfarinati ad alto valore proteico</b><span style="font-weight: 400;">, con </span><b>meno glutine</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>meno carboidrati</b><span style="font-weight: 400;">, sviluppato per offrire più fibre, più proteine vegetali e un profilo nutrizionale avanzato.</span></p>
<p><a href="https://altograno.co/altograno/"><span style="font-weight: 400;">Altograno®</span></a><span style="font-weight: 400;"> rappresenta una delle più valide alternative alla farina tradizionale in commercio, collocandosi definitivamente nella categoria degli sfarinati: Altograno® è infatti uno </span><b>sfarinato funzionale</b><span style="font-weight: 400;"> ottenuto attraverso una selezione millimetrica delle componenti del grano. Si tratta cioè di </span><b>una farina evoluta che permette di superare i limiti nutrizionali della semola classica</b><span style="font-weight: 400;">, offrendo una base tecnica che mantiene le performance di cottura ma con un impatto metabolico decisamente più favorevole per l&#8217;organismo. Vedremo più in là i vantaggi di Altograno®!</span></p>
<h3><b>Composizione del chicco di grano </b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di vedere </span><b>come si ottiene la farina</b><span style="font-weight: 400;">, dobbiamo capire</span><b> com’è composto il chicco di grano </b><span style="font-weight: 400;">e perché la </span><b>produzione della farina</b><span style="font-weight: 400;"> non deriva da una semplice frantumazione dell’intero chicco ma un delicato processo di &#8220;decostruzione&#8221; della </span><i><span style="font-weight: 400;">carosside</span></i><span style="font-weight: 400;"> (il </span><b>frutto del grano</b><span style="font-weight: 400;">). Ogni </span><b>parte del chicco di grano</b><span style="font-weight: 400;"> conferisce alla farina caratteristiche uniche, a seconda di come viene trattata:</span></p>
<ul>
<li><b>Endosperma </b><span style="font-weight: 400;">(</span><b>cuore del chicco di grano </b><span style="font-weight: 400;">o</span><b> nucleo principale</b><span style="font-weight: 400;">): rappresenta l&#8217;83% del chicco. È la riserva di amido e proteine che dona elasticità agli impasti;</span></li>
<li><b>Tegumenti</b><span style="font-weight: 400;"> (comunemente noti come </span><b>crusca</b><span style="font-weight: 400;">), che fungono da scudo protettivo e sono una fonte preziosa di fibre e antiossidanti;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Tra la crusca e il cuore amidaceo si trova lo </span><b>strato aleuronico</b><span style="font-weight: 400;">, un rivestimento sottilissimo ma fondamentale, poiché concentra vitamine e minerali che spesso vengono perduti nelle lavorazioni industriali più aggressive;</span></li>
<li><b>Germe</b><span style="font-weight: 400;">, l’embrione vitale della pianta che si trova alla base del chicco. Pur essendo piccola, è la </span><b>parte più pregiata del chicco di grano </b><span style="font-weight: 400;">dal punto di vista nutrizionale grazie ai suoi grassi nobili, ma richiede una lavorazione estremamente attenta perché la sua delicatezza lo espone a una rapida ossidazione. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Sapere come gestire e miscelare queste parti del </span><b>chicco di grano</b><span style="font-weight: 400;"> è ciò che distingue una </span><b>farina comune </b><span style="font-weight: 400;">da uno </span><b>sfarinato tecnologico </b><span style="font-weight: 400;">e funzionale.</span></p>
<blockquote>
<p><b><i>L&#8217;approccio Altograno®</i></b><b><i><br />
</i></b><i><span style="font-weight: 400;">Mentre la macinazione industriale spesso scarta il germe e l&#8217;aleurone per allungare la durata commerciale, la tecnologia evoluta da noi sviluppata permette di reintegrare queste parti nobili del chicco di grano, preservandone la ricchezza nutrizionale senza rinunciare alla stabilità. <a href="https://www.altograno.co/altograno-e-il-futuro-della-pasta/">Scopri di più sui benefici di Altograno</a>.</span></i></p>
</blockquote>
<h2><span style="font-weight: 400;">Come si ottiene la farina? </span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>produzione industriale della farina</b><span style="font-weight: 400;"> prevede la separazione dell’endosperma dal resto del chicco, un ciclo chiamato </span><b>macinazione a cilindri o alta macinazione </b><span style="font-weight: 400;">che ha sostituito l’antica macinazione a pietra per ragioni igieniche. Il ciclo di produzione si scandisce in fasi ed è chiamato dai mugnai </span><b>diagramma di macinazione. </b><span style="font-weight: 400;">Esso prevede:</span><b></b></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Fase 1 &#8211; Pulizia preliminare: </b><span style="font-weight: 400;">una volta arrivato in mulino, il grano viene inizialmente stoccato in sili e ripulito dalle impurità grossolane e superficiali, come paglia, sassi e frammenti metallici, tramite l’azione aspirante di</span><b> vibroseparatori</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li aria-level="1"><b style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">Fase 2 &#8211; Pulizia intensiva</b><span style="font-weight: 400;">: le impurità più ostinate vengono eliminate tramite </span><b style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">pulitori intensivi o spazzole</b><span style="font-weight: 400;">. Viene così rimosso il </span><b style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">pericarpo esterno, </b><span style="font-weight: 400;">la cosiddetta </span><i style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">barbetta </i><span style="font-weight: 400;">del chicco per ridurre la carica batterica.</span></li>
<li aria-level="1"><b>Fase 3 &#8211; Condizionamento</b><span style="font-weight: 400;">: il grano viene inumidito con acqua potabile e lasciato in sili per un tempo che varia dalle 6 alle 24 ore, a seconda della durezza del chicco. In tal modo i tegumenti diventano più elastici e l’endosperma si ammorbidisce, facilitando così macinazione e riduzione in farina.</span></li>
<li aria-level="1"><b>Fase 4 &#8211; macinazione</b><span style="font-weight: 400;">: il grano passa attraverso macchine, </span><b>laminatoi</b><span style="font-weight: 400;">, dotate di due rulli metallici che ruotano a velocità variabile l’uno nel senso opposto dell’altro. La macinazione prevede la </span><b>rottura del chicco</b><span style="font-weight: 400;"> (senza schiacciarlo), la </span><b>pulizia della semola</b><span style="font-weight: 400;"> separando le particelle di crusca più leggere da quelle più pesanti, la </span><b>rimacina </b><span style="font-weight: 400;">tramite rulli lisci che riducono la semola in polvere. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Fase 5 &#8211; raffinazione </b><i><span style="font-weight: 400;">(o abburattamento)</span></i><span style="font-weight: 400;">: il prodotto ottenuto viene </span><b>setacciato </b><span style="font-weight: 400;">in modo da dividerlo in base alla granulometria. La parte di prodotto troppo grossolana viene rimacinata, il resto viene stoccato in sili.</span></li>
</ul>
<h2><b>Come produciamo Altograno®, la farina sostenibile con le proprietà nutritive superiori </b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La produzione dell’</span><b>innovativo sfarinato Altograno® </b><span style="font-weight: 400;">avviene attraverso la </span><b>Lavorazione Circolare®</b><span style="font-weight: 400;">, un </span><b>metodo brevettato innovativo per lavorare il grano</b><span style="font-weight: 400;">, nato da tre anni di ricerca con più di 10 università italiane.</span><span style="font-weight: 400;"> Questo metodo è stato progettato per risolvere il più grande limite della </span><b>molitura tradizionale</b><span style="font-weight: 400;">:</span> <span style="font-weight: 400;">l&#8217;allontanamento delle </span><b>parti più nobili del chicco di grano</b><span style="font-weight: 400;"> per la produzione di farine e semole</span><span style="font-weight: 400;">. Normalmente, durante la </span><b>macinazione</b><span style="font-weight: 400;">, circa il 25% del </span><b>chicco di grano</b><span style="font-weight: 400;"> (composto da crusca e germe) viene scartato o destinato ai mangimi per animali. </span><span style="font-weight: 400;">Perché i grassi presenti in queste frazioni, sebbene siano associati a componenti di elevato valore nutrizionale, ne riducono la cosiddetta “vita da scaffale”, poiché sono soggetti a fenomeni di irrancidimento che ne compromettono la stabilità e la qualità nel tempo. </span><i><span style="font-weight: 400;">Casillo ha deciso di cambiare le regole con la Lavorazione Circolare®:</span></i></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Invece di eliminare il germe, lo valorizziamo attraverso l&#8217;estrazione del suo pregiato olio di germe di grano;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Recuperiamo poi le fibre e le proteine nobili e le reintegriamo nella farina;</span></li>
</ul>
<blockquote>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il risultato è uno sfarinato che ha il gusto e la lavorabilità della farina bianca, ma con proprietà nutritive superiori persino all&#8217;integrale.</span></i></p>
</blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo approccio non è solo salutare, ma anche profondamente sostenibile. Recuperando scarti nobili che altrimenti andrebbero perduti, è possibile </span><b>ridurre l&#8217;impatto ambientale della produzione dello sfarinato</b><span style="font-weight: 400;">. Grazie al recupero dei sottoprodotti e a una gestione attenta della filiera, l&#8217;impatto ambientale è ridotto rispetto alle farine comuni:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Per la pasta, le emissioni di CO2 scendono del 25%.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Per il pane, si risparmia il 32% di acqua (potenziale di privazione idrica).</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Per la pizza, l&#8217;impronta di carbonio è di soli 0,8 kg di CO2 per ogni chilo di prodotto.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, l’olio estratto non viene sprecato, ma trasformato in un nuovo grasso vegetale di alta qualità, ricco di polinsaturi.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Sfarinato Altograno®: valori nutrizionali </span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista dei valori </span><b>nutrizionali</b><span style="font-weight: 400;">, il profilo di </span><b>Altograno®</b><span style="font-weight: 400;"> è più bilanciato che mai:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Più nutriente: rispetto alla media di mercato delle miscele di sfarinati, Altograno® Pasta ha il 39% di proteine in più e il 63% di fibre in più;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Meno carboidrati e meno glutine: rispetto alle miscele di sfarinati tradizionali, Altograno® contiene circa il 20% in meno di carboidrati e il 30% in meno di glutine (perché le proteine del germe non formano glutine);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Ricco di minerali: è una fonte naturale di Magnesio, Zinco, Ferro e Vitamina B1, essenziali per il sistema nervoso e il metabolismo</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Che si tratti di pasta fresca, pizza, biscotti o grandi lievitati, Altograno® offre performance tecniche superiori. È uno sfarinato che permette a professionisti e appassionati di mantenere intatta la fragranza e il profumo del grano, portando in tavola un’innovazione che concilia finalmente il piacere della grande cucina italiana con le moderne esigenze di salute e benessere. </span><b>Qual è la farina che usi di solito? </b><span style="font-weight: 400;">Paragoniamo gli </span><b>effetti benefici di Altograno® rispetto alle farine tradizionali</b><span style="font-weight: 400;">:</span></p>
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<thead>
<tr>
<th>Riferimento</th>
<th>Proteine (g/100g)</th>
<th>vs media (%)</th>
<th>Fibre (g/100g)</th>
<th>vs media (%)</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Media di mercato — miscele di farine*</td>
<td>11,6</td>
<td>—</td>
<td>4,9</td>
<td>—</td>
</tr>
<tr>
<td>Altograno® Pane</td>
<td>15,1</td>
<td>+30%</td>
<td>8</td>
<td>+63%</td>
</tr>
<tr>
<td>Altograno® Pasta</td>
<td>16,1</td>
<td>+39%</td>
<td>8</td>
<td>+63%</td>
</tr>
<tr>
<td>Altograno® Pizza</td>
<td>15,8</td>
<td>+36%</td>
<td>8</td>
<td>+63%</td>
</tr>
<tr>
<td>Altograno® Dolci e Salati</td>
<td>15,5</td>
<td>+34%</td>
<td>9,2</td>
<td>+88%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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